lunedì 23 gennaio 2017

Riflessioni sulla Shoah

foto: http://www.focus.it/
Riflessioni sulla Shoah
by Elvio Bombonato. Alessandria
Mi aggancio all'articolo scritto dallo storico Agostino Pietrasanta "Se l'orrore diventa incredibile" pubblicato su Appunti Alessandrini il 15/1/2017, che ricorda la figura di JAN KARSKI.    Aggiungo solo che a Torino ci sarà una mostra a lui dedicata a Palazzo Da Pozzo della Cisterna, e ricordo la terribile testimonianza (riguardante lo sterminio in atto degli ebrei, di lui cattolico praticante, che invano cercò di convincere ad intervenire Churchill e Roosevelt, sostanzialmente disinteressati) resa piangendo al regista CLAUDE LANZMANN, autore del celebre documentario "SHOAH".
La sua vicenda di testimone inascoltato, ricorda vagamente quella di LUCE D'ERAMO, 18enne fascista che dopo l' 8 settembre scappò di casa recandosi in Germania per verificare se fossero vere le dicerie sull'Olocausto.  Rimane sconvolta, partecipa alla resistenza tedesca, arrestata e rispedita in Italia, sale su un treno diretto a Dachau. La racconta in una specie di diario:   DEVIAZIONE, scritto in quattro parti in tempi diversi, e pubblicato da Mondadori nel 1979, con notevole successo di vendite.
Si crede che la Germania durante la guerra fosse uno Stato organizzato: niente di più falso, c'erano 9 milioni di lavoratori stranieri, un caos indescrivibile ovunque, la città che nascose più ebrei, salvandoli, fu Berlino.  Funzionavano, purtroppo bene,  l'esercito e la burocrazia statale.
La domanda cruciale è ancora la stessa:  i tedeschi sapevano dei campi di sterminio, con le camere a gas e i forni crematori? I ferrovieri  tutti: in molti campi l'arrivo del treno era a ridosso delle camere a gas, pienamente funzionanti con l'odore nauseabondo dei forni crematori. I deportati pagavano il biglietto di sola andata. Raoul Hilberg (autore del monumentale saggio "La distruzione degli Ebrei d'Europa")  dichiara a Lanzmann, mostrandogli il foglio di viaggio di uno dei treni che arrivavano a Treblinka: "So che il burocrate di turno lo ha avuto anche lui tra le mani; è un oggetto concreto. E' tutto ciò che rimane. I morti non ci sono più".

Pedofilia e suicido, by Agostino Pietrasanta

Domenicale ● Agostino Pietrasanta
Due cose sono certe: Tonino Marci è accusato e imputato di violenza sessuale su minori, già impegnati nelle squadre di calcio giovanili affidate alle sue “responsabilità tecniche”; inoltre, incarcerato, dopo tre giorni di detenzione, è deceduto per soffocamento. Il resto è avvolto nel mistero che, ci si augura, sarà chiarito dopo l’acquisizione definitiva delle risultanze dell’autopsia.
L’accusa è pesantissima, di quelle che suscitano immediate reazioni di sdegno; non sta a noi aggiungere ulteriore giudizio, mi limito a tre osservazioni di quadro, sempre con l’avvertenza che la colpevolezza penale la decidono i processi e non le canee, sia pure spiegabili, della piazza.
La prima. Un detenuto, qualsiasi detenuto, per quanto grave sia l’imputazione a carico (e quella a carico di Marci va annoverata tra queste) viene affidato alla responsabilità diretta delle istituzioni; privato della libertà personale, ha diritto, per dettato di legge, alla propria incolumità. La successiva eventuale sanzione spetta alle autorità giudiziarie. Ora, troppe volte si verificano incresciosi incidenti a carico di detenuti, in attesa di giudizio. Ciò, in uno Stato di diritto non può essere tollerato; come possa accadere non sappiamo, le chiacchiere che si sprecano non contano nulla, le responsabilità dirette non sono decifrabili. Come cittadini constatiamo la contraddizione: un fenomeno inaccettabile.

Doppietta di Gonzales, Alessandria 2 Lucchese 1


Doppietta di Gonzales, Alessandria 2 Lucchese 1
Alessandria: Lega Pro Girone A, alla ripresa dopo la pausa di fine 2016, i grigi hanno iniziato il Campionato con una partita impegnativa, Alessandria vs Lucchese. La cronaca dell’incontro a cura di Federica Ghisolfi.
audio:




I venditori non temono la crisi

AlessandriaIl settore Commerciale & marketing, un mondo che affascina, motiva e stimola, che fa crescere sotto il profilo professionale e umano. Un mondo dove non esiste la routine in quanto si rinnova ogni giorno, quasi ogni momento, un mondo in cui organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, ma anche creatività e improvvisazione, sono gli elementi essenziali che contraddistinguono gli abili venditori, così come i valenti creativi nel Marketing. 
L’attuale scenario del mercato globale e quindi anche del nostro Paese, ormai perdurante da anni e dal quale non si intravede ancora una via di uscita, ha modificato le regole e i metodi del mondo del lavoro e quindi i relativi meccanismi di base, come ad esempio quello della individuazione delle migliori competenze per lo sviluppo delle imprese. Il mercato evolve velocemente perciò impone alle stesse di essere in grado di mantenere gli standard e di adeguare le offerte con le stessa velocità. 
Pier Carlo Lava
I venditori non temono la crisi
In un mercato globalizzato senza confini territoriali, i potenziali clienti devono essere raggiunti dall’offerta dell’azienda a prescindere dalla distanza, geografica o di conoscenza che li separa. Perciò in questo contesto e indipendentemente dal tipo di lavoro che si svolge, sono in particolare diventati determinanti i concetti di flessibilità e capacità di adattamento ai tempi in continua evoluzione. 
C’è un profilo, quello dei venditori, che più di altri, pare non risentire del difficile contesto congiunturale, dato che contrariamente ad altre funzioni si tratta di un profilo sul quale le imprese investono anche in periodi di crisi come quelli attuali, alfine di sviluppare le vendite e quindi il loro business. 

Con Renzi 2.617 euro di debito in più a testa


Vince lui - Da Prodi (l’eccezione) a B. fino a Monti e Letta: il fiorentino batte tutti secondo Bloomberg.
Se fosse una gara vincerebbe a mani basse. E invece è un triste primato per Matteo Renzi. Con un po’ di perfidia l’autorevole agenzia Bloomberg ha fatto i conti agli ultimi quattro governi italiani usando il debito pubblico come parametro di riferimento, come piace al giornalismo anglosassone. Quello italiano, alla fine di febbraio 2014, quando Renzi si è insediato, era a quota 2.110 miliardi. A novembre scorso, ha comunicato l’Istat, era di 2.230 miliardi. Durante il governo del fiorentino, quindi, il debito pubblico è aumentato di 2.617 euro a persona, nonostante “la sua promessa – spiega Bloomberg – di tagliarlo per ‘il bene delle generazioni future’”. Leggi il resto dell'articolo

La truffa milionaria dell’agricoltura fantasma

(di Floriana Bulfon - repubblica.it) - Con poco più di un migliaio d’euro e un giorno in Italia puoi comprare un anno di benefici previdenziali e assicurativi. Il meccanismo è semplice: un datore certifica che hai lavorato per 101 giorni e ricevi un assegno netto tra i 4 e i 5mila euro, che sale a 6mila e più se hai moglie e figli residenti in Tunisia.
E’ l’agricoltura che si trasforma in illegalità, tra opacità e distorsioni dei sussidi. Imprese ‘senza terra’ pronte ad assumere falsi braccianti che ottengono così anche un permesso di soggiorno, professionisti compiacenti per avere tutte le carte in regola e la mafia che continua ad arraffare e arricchirsi.
Piazza Daniele Manin, per tutti piazza Senia, è un quadrato di case basse e palme. Da una parte la Chiesa del Sacro Cuore tutt’attorno money transfer e internet point per le chiamate internazionali. Vittoria in provincia di Ragusa è più a sud di Tunisi e questa piazza è il punto di ritrovo dei tunisini, di chi si è trasferito da anni per lavorare e di chi sceglie questa cittadina della Sicilia per fare una breve visita. A dicembre soprattutto, perché è il mese in cui si contrattano le vendite di giornate per l’anno successivo.

I soldi per il terremoto ci sono: usiamoli!


Oggi nel Centro Italia la terra è tornata a tremare violentemente, a ripetizione. Ad aggravare la situazione le abbondanti nevicate che da giorni flagellano quei territori e la cui portata è stata palesemente sottovalutata. La notizia più importante è che non risultano vittime ma i disagi sono enormi: paura tra la popolazione, impraticabilità delle strade, strutture e stalle crollate sotto il peso della neve, collegamenti ferroviari interrotti. Leggi il resto dell'articolo

La “riffa” surreale di Amatrice per le casette che non esistono

RICOSTRUZIONE - NEL COMUNE SFREGIATO DAL SISMA DI AGOSTO L’ESTRAZIONE PER GLI ALLOGGI PROMESSI DA RENZI “ENTRO NATALE”. ANCORA DA COSTRUIRE
(di Enrico Fierro inviato ad Amatrice - il fatto quotidiano) - Per assistere in diretta alla Caporetto dell’Italia sconfitta da tremendi terremoti e nevicate mai viste prima, si doveva essere ieri qui ad Amatrice alla “riffa” della disperazione. L’assegnazione delle casette per quegli sventurati che hanno avuto la casa distrutta dal sisma. Un loro diritto. Ma qui lo Stato di diritto è morto. Al suo posto, lo Stato dei bussolotti.
Ore 12.15 di venerdì 19 gennaio, data storica. Capannone del Coi, quartier generale delle emergenze, tutto è pronto per l’estrazione. Lo Stato e la sua residua credibilità sono chiusi in due scatole di cartone (“Teme l’umidità”, c’è scritto su una. “Controllare il prodotto prima di utilizzarlo”, sull’altra). La prima è la scatola delle richieste, la seconda quella della casette (Sae, soluzioni abitative di emergenza). C’è il notaio e il suo assistente, il sindaco e un consigliere, le telecamere di dirette all news, tg, nazionali e regionali, talk e programmi di approfondimento. I terremotati sono in fondo al capannone. In silenzio sperano nella buona sorte. Manca, come nelle estrazioni del Lotto di una volta, l’innocente mano del bambino bendato. Non ci sono bambini ad Amatrice. E allora serve una mano pulita, quella di un carabiniere. Non c’è. Arriva un poliziotto. Che prima della delicata operazione di estrarre numeri e bigliettini, viene invitato dall’inflessibile notaio a non guardare.

Ok Renzi, ci hai “messo la faccia”. Il problema è che ce lo ricordiamo (Alessandro Robecchi)


Come presentarsi a un convegno di alcolisti anonimi con un fiasco di vino, questa è stata l’intervista di Matteo Renzi, molto simile a quelle che danno i calciatori infortunati quando tornano in campo. Sia gli orfani di Matteo che i detrattori di Renzi hanno tirato un sospiro di sollievo: rieccolo in tutto il suo splendore, con le retoriche appena un po’ appannate dalla botta. Tra le tante, quella più mascelluta: il “metterci la faccia” e il dire sempre “io”. Ma insomma, si difende lui: l’Italia andava male, ci voleva una scossa, ho dovuto farlo. Forzando il suo carattere schivo, verrebbe da pensare, insomma si è sacrificato e ha “dato la scossa”. Leggi il resto dell'articolo

Studiare non serve a niente: ora lo dice anche il Ministero

(di Flavia Perina - linkiesta.it) - Anni di invettive contro la cultura sessantottina, i disastri fatti dal ’68, la piaga educativa dei genitori venuti del ’68, dei professori formati dal ’68, dei libri scolastici prodotti dal ’68 e soprattutto delle scuole del ’68 iconizzate dal surreale istituto sperimentale Marilyn Monroe di Nanni Moretti, dove la foto del presidente della Repubblica è sostituita da quella di Dino Zoff e i professori tengono lezioni su Gino Paoli. Anni di annunci: faremo marcia indietro. Anni di promesse: arriverà il merito. Lo standard europeo. I test Invalsi per certificarlo. Dovranno studiare o rifugiarsi nei professionali.
Anni di minacce agli studenti ciucci, bamboccioni, nullafacenti, nascosti dietro le gonne di mamma, ignoranti. "La festa è finita, vi faremo vedere". Poi, ecco che all'improvviso arriva la resa all'evidenza. L'inversione di tendenza è impossibile. Combattere contro il corpaccione addormentato della scuola è una guerra persa. Si dovrebbe cambiare tutto, e non si riesce. Si dovrebbero bocciare tutti, e non si può, che l'università già arranca per il declino degli iscritti. E così dal 2018 basterà la media del sei per essere ammessi all'esame di Maturità, e farà media anche il voto di condotta, e insomma: con un decente 8 per il comportamento si potrà compensare un quattro in matematica e italiano, e veleggiare verso l'esame conclusivo (98 per cento di promossi) in tutta sicurezza, e poi tuffarsi negli studi d'ateneo incrociando le dita.

I GRANDI DEBITORI INSOLVENTI MPS (Luigi Di Maio)


LA LISTA DEI GRANDI DEBITORI INSOLVENTI MPS DEVE ESSERE PUBBLICATA, PRIMA DI PRENDERE ALTRI SOLDI AI CITTADINI DEVONO ESSERE LORO A PAGARE.

Dal Corriere della Sera: "Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dice no alla black list dei debitori, la lista delle aziende che hanno ottenuto e poi non restituito prestiti pesanti dalle banche finite poi in difficoltà, a partire dal Monte dei Paschi di Siena. "No, secondo me non va pubblicata la lista dei grandi debitori insolventi", segnando un cambio di direzione rispetto all’orientamento che il governo aveva lasciato filtrare nei giorni scorsi". Il principio - spiega il ministro - è che l’imprenditore va dalla banca a chiedere i soldi. È responsabilità della banca capire se è insolvente. È un po’ strano spostare l’onere su chi chiede i soldi". Leggi il resto dell'articolo

Amedeo Ceniccola: Lettera aperta all’On. Matteo Salvini

Egregio On. Matteo Salvini, scrivo a caldo dopo aver letto la Sua “delicata” risposta a chi, in questi giorni, ha chiesto di intitolate una piazza di Milano a Benedetto (Bettino) Craxi.
Un vero e proprio “Vaffa…” in salsa leghista.  D’impeto mi è venuta voglia di mandarLa  a quel paese. Ma è stata solo la tentazione di un momento. Subito dopo ho pensato a quello che mi ha sempre insegnato il Segretario e Presidente Craxi: la politica non si fa con i risentimenti. E per far parlare i fatti che devono segnare e caratterizzare  il giudizio su Bettino Craxi è necessario ricordare che:
Il 19 gennaio 2000 Bettino Craxi è morto esule ad Hammamet suscitando il cordoglio di tutto il mondo democratico e vale la pena ricordare che il governo dell’epoca – presieduto dall’on. D’Alema - e il Presidente della Camera Luciano Violante proposero di tributare a Craxi i funerali di Stato in Italia che la Legge prevede solamente per le più alte cariche istituzionale e per quelle personalità “che abbiano reso particolari servizi alla Patria, nonché per quei cittadini che abbiano illustrato la nazione italiana”.
La Corte di Giustizia Europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano per violazione dell’articolo 6 della Convenzione di Strasburgo sull’equo processo. In poche parole, la Corte europea ha sancito che i più elementari diritti e le regole del diritto furono violati pur di arrivare ad una condanna del leader socialista. In sostanza, il Presidente Craxi è stato vittima di un processo ingiusto e non venne messo in condizione di difendersi.

Promesse e annunci per cinque mesi. Aspettando l’inverno (Enrico Fierro)


Dal governo solo interventi d’emergenza e ora passi indietro sulle mitiche “casette” del miracolo renziano.
Iterremotati sono stremati. Flagellati da freddo, gelo e nevicate non ne possono più. Le oltre cento scosse di ieri hanno fatto il resto. Terrore di nuovo ad Amatrice, Norcia, nelle Marche. La paura che ritorna nell’Abruzzo colpito dal sisma del 2009. Ad Amatrice aspettano, gli spazzaneve e le turbine promesse dalla ministra della Difesa Pinotti per liberarsi dalla neve. Crolla quel poco che era rimasto in piedi dopo le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre. Le tende si afflosciano sotto il peso della neve. E lo Stato che fa? Si arrende. Sventola bandiera bianca. Impotente allarga le braccia. 

In Rai i conti tornano solo per “l’abbronzato” Carlo Conti

(Giorgio Arnaboldi per La Verità) - «Fare un budget alla Rai è come giocare un terno al lotto. Le uscite si possono prevedere, le entrate non le conosce nemmeno il mago di Napoli. Ogni anno è lo stesso rito. Ci sarà o non ci sarà l' adeguamento del canone? Boh. Il governo farà una ricapitalizzazione o no?
Boh. Quale sarà il gettito della pubblicità con la crisi? Boh. E con i boh non si fanno i budget».
Sono trascorsi 25 anni da questa frase sconsolata di Gianni Pasquarelli, ex direttore generale che nel 1990 sedette sulla poltrona dell' onnipotente Biagio Agnes e poi, per riflesso condizionato, fece 1272 assunzioni in un triennio. Sono passati cinque lustri invano perché è bastato girare la boa di fine anno per addentrarsi nella giungla dei «boh 2.0». Nell' eterno e irriformabile carrozzone di Stato il marasma finanziario è totale e in questo inizio di 2017 anche Antonio Campo Dall' Orto s' è accorto che il canone in bolletta non evita necessariamente di finire in bolletta.
ALLARME CONTI IN ROSSO
Così, mentre escono i compensi faraonici per il Festival di Sanremo e i numeri da Guerra del Golfo degli inviati in riviera (56 solo per la radio), scatta un nuovo allarme conti: un miliardo e 600 milioni di euro di introiti da abbonamenti e 680 milioni da spot pubblicitari non bastano più a evitare un rosso pesante, circa 400 milioni. La conseguenza è di nuovo una sola: le mani della Tv di Stato nelle tasche degli italiani.

Ci sarà molta confusione (Furio Colombo)


Se qualcuno sta pensando che Donald Trump si troverà a disagio con i servizi segreti (o il contrario) a causa dei molti scontri, smentite e giudizi divergenti che si sono moltiplicati a partite da azzardate affermazione in campagna elettorale, poi nei commenti non lusinghieri dei suoi twitter quotidiani sulla CIA, poi nel sospetto, confermato dall’intelligence, di una pesante interferenza russa nelle rete delle informazioni elettorali americane, che avrebbe giovato a Trump, credo proprio che si sbaglierà. Leggi il resto dell'articolo

Potenza, vinse un concorso 28 anni fa, ma non è stato mai assunto

È accaduto nel 1989 in un paese della provincia, Castelluccio Superiore. Antonio Giacomo Agrello si illuse di aver trovato "il posto fisso". Attende giustizia e rischia di andare in pensione senza un giorno di lavoro
(Emanuela Carucci - ilgiornale.it) - Ventotto anni d'attesa. Quasi un copione da teatro dell'assurdo, per Antonio Giacomo Agrello di Castelluccio Superiore in provincia di Potenza.
Oggi 60enne, Agrello, nel 1989, vinse il concorso al Comune come idraulico e autista di scuolabus. Due mestieri distinti, ma l'allora trentenne, già con famiglia a carico, era felice dell'occupazione e soprattutto di quel posto fisso. Peccato, però, che Agrello non abbia mai iniziato a lavorare. E ora rischia di andare in pensione senza aver fatto un giorno alle dipendenze del Comune.

Usa, Sean Spicer, il portavoce di Trump attacca i media

L'avvertimento del neopresidenteus: datevi una regolata, o la presidenza degli Stati Uniti prenderà le sue contromisure.
dal nostro inviato FEDERICO RAMPINI
22 gennaio 2017 da: http://www.repubblica.it
(ansa)
WASHINGTON - Sean Spicer, già soprannominato "attack dog": un nuovo nome da memorizzare. E' il portavoce di Donald Trump alla Casa Bianca, fresco di nomina in questo ruolo. Ha esordito oggi con una performance da brivido. Una conferenza stampa convocata all'improvviso di sabato pomeriggio suscita sorpresa, perfino allarme: che sia successa un emergenza? O almeno, una grossa novità da annunciare. Spicer si è poi presentato con un'ora e mezza di ritardo. E non ha accettato domande. Era venuto a minacciare i giornalisti: basta diffamare il Capo, o ne pagherete le conseguenze.

Il casus-belli? Sempre lo stesso, un'ossessione delle ultime 24 ore: Trump è furibondo da quando sono apparse foto aeree che mettono a confronto l'affluenza di folla questo venerdì nella spianata del Lincoln Memorial per il suo Inauguration Day, e lo stesso luogo ripreso otto anni fa quando ci fu la prima cerimonia del giuramento di Barack Obama. Le foto mostrano una spianata semivuota per Trump, se confrontata con quella che venne otto anni prima nella capitale (nonostante un clima allora molto più gelido) a celebrare l'insediamento del primo presidente afroamericano. Trump ha cominciato a sparare accuse di "foto truccate, media disonesti" durante la sua visita alla Cia. E già quello ha lasciato sconcertati i giornalisti: una mancanza di rispetto verso l'agenzia di intelligence, i cui uomini rischiano la vita in missioni pericolose. Nella stessa visita Trump aveva accusato sempre i media di avere "inventato" la sua tensione con la Cia, che invece è verificabile nei Twitter da lui stesso inviati: quando la Cia parlò di interferenza russa contro Hillary Clinton in campagna elettorale, Trump aveva reagito con una battuta beffarda sulla Cia, un tweet in cui scherniva "la stessa intelligence che ci raccontò delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein".

domenica 22 gennaio 2017

La costringeva a divenire se stessa: il regalo più grande.


La costringeva a bastarsi, la costringeva a mobilizzare tutto il proprio coraggio, a non aver paura del vuoto perché aveva ali da spiegare, a non temere il silenzio perché aveva voci da ascoltare e melodie da cantare, ad accogliere la solitudine, perché aveva il mondo da custodire.
La costringeva a divenire se stessa, a guardarsi con gli occhi dell’amore. La costringeva a dare il meglio di sé.
E lei lo beveva come fosse acqua, lo respirava come fosse ossigeno, si nutriva di lui come fosse pane. Ma sapeva che l’ossigeno, l’acqua, il pane erano dentro di lei. Lui era il suo specchio. In lui brillavano decantati tutti i suoi sogni.
Lo guardava e vedeva la propria vita. Un fiume in piena che correva verso il mare.
Testo di
Maria Letizia Del Zompo

La Cicala sul balcone che scotta

Intervista a Enrico Trombin sulla Cittadella, 2° parte

Wwf alle Regioni: ''Il piano sul lupo è un'arma di distrazione di massa''

Wwf alle Regioni: ''Il piano sul lupo è un'arma di distrazione di massa''
L'appello dell'associazione per rivedere gli abbattimenti legali. ''Non sono la soluzione e c'è il rischio di legittimare il diffuso bracconaggio sulla specie''
ROMA - "Un'arma di distrazione di massa": il Wwf bolla così il Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia, la cui ultima versione dovrebbe essere approvata in sede tecnica alla Conferenza Stato Regioni del prossimo 24 gennaio. L'associazione ambientalista rivolge un appello ai presidenti delle Regioni e agli assessori all'Ambiente, affinché "per convenienza politica non sia avallata una decisione che riporterebbe indietro il Paese di 40 anni sulla tutela del lupo".

Il Piano prevede la possibilità da parte delle Regioni di applicare la deroga alla tutela della specie, attuando abbattimenti legali. Un'azione, sottolinea il Wwf, "non solo inutile ma dannosa perché non risolve, ma può persino peggiorare il problema dei danni alla zootecnia con il rischio di legittimare il diffuso bracconaggio sulla specie". Al contrario "gli studi dimostrano che le tecniche di prevenzione dei danni - recinzioni elettrificate e cani da guardia - sono la soluzione più efficace".... continua su: http://www.repubblica.it/ambiente/2017/01/20/news/wwf_alle_regioni_il_piano_sul_lupo_e_un_arma_di_distrazione_di_massa_-156493352/?rss=&ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Maltempo, allerta rossa: tutte le zone a rischio

Maltempo, allerta rossa: tutte le zone a rischio
Il Dipartimento della Protezione Civile ha valutato per oggi allerta rossa sul versante ionico meridionale della Calabria e sulla Sicilia per il maltempo
Franco Grilli - Dom, 22/01/2017 - 16:42
Sulla base dei fenomeni previsti, il Dipartimento della Protezione Civile ha valutato per oggi allerta rossa per maltempo sul versante ionico meridionale della Calabria e sulla Sicilia nord orientale, isole minori comprese.
Allerta arancione sul bacino del basso Fortore in Puglia, sul versante tirrenico meridionale della Calabria, sulla Sicilia sud-orientale e la Sardegna orientale. Prevista, inoltre, allerta gialla su Marche, Abruzzo, Basilicata, Molise, su Tavoliere e bacini meridionali della Puglia, sulle isole Tremiti e la Sicilia nord occidentale.
"Oggi sarà giornata impegnativa, temiamo, perché abbiamo un'allerta rossa per rischio idraulico-idrogeologico in zone di grandissima vulnerabilità, perché stiamo parlando di Messina, Catania e Reggio Calabria, zone che hanno un dissesto idrogeologico elevatissimo e una esposizione al rischio elevata, legata al grande numero di persone che popolano queste zone. Grande attenzione, il sistema è allertato", ha affermato il capo dell'Ufficio emergenze della Protezione Civile, Titti Postiglione, intervenendo dalla Dicomac di Rieti. Intanto il sindaco di Siacca ha usato i social network e i siti d'informazione locali per appellarsi alla cittadinanza a non lasciare le proprie abitazioni.

Le vittime del Salvabanche pretendono equità

Le vittime del Salvabanche pretendono equità
L'associazione annuncia una manifestazione a Roma il 25 gennaio contro la disparità di trattamento tra le quattro banche escluse dai rimborsi e Mps
AREZZO — Il grido, l'ennesimo, delle vittime del Salvabanche è rivolto al Governo. L'associazione che le rappresenta, infatti, chiede l'impegno tempestivo dell'esecutivo e di tutti gli esponenti politici in modo che anche ai risparmiatori azzerati delle quattro banche esclusi dai rimborsi, CariChieti, CariFerrara, Banca Marce e Banca Etruria, sia riservata la stessa tutela riservata invece agli investitori del Monte dei Paschi di Siena. 
A dare voce ai risparmiatori è la presidente dell'Associazione Letizia Giorgianni. "Si è generata una disparità di trattamento e di tutela per i risparmiatori coinvolti inaccettabile, considerato che la tutela costituzionale del risparmio debba valere indistintamente per tutti i cittadini italiani. Banca Tercas è stata salvata con l'aiuto del Fitd, Atlante andrà incontro alle Banche Venete, lo Stato lo farà per Mps e noi continuiamo ad essere gli unici azzerati della storia del risparmio italiano". 
Per questo la prossima tappa annunciata è la manifestazione in piazza della Rotonda a Roma, a pochi passi dal Senato il 25 gennaio. 
"Insieme a noi - assicura Giorgianni - diverse istituzioni tra le quali il sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli che da sempre ha sostenuto con convinzione la battaglia dei suoi cittadini contro questa ingiustizia inaccettabile".


Grillo: "All'Italia serve protezionismo, Ue un fallimento"

Grillo: "All'Italia serve protezionismo, Ue un fallimento"
22 gennaio 2017
Il leader del Movimento 5 Stelle, in un'intervista rilasciata al settimanale francese Journal du Dimanche, critica anche la politica estera di Obama. Ma poi smentisce alcune dichiarazioni su Trump e Putin

“L'Italia avrebbe bisogno di protezionismo e la Ue è un fallimento. È un apparato enorme con due Parlamenti a Bruxelles e a Strasburgo, per accontentare i francesi. Sono a favore di un'Europa diversa, in cui ciascuno Stato possa adottare il proprio sistema fiscale e monetario". E' quanto dice Beppe Grillo in un'intervista esclusiva al settimanale francese, “Journal du Dimanche”.
La smentita su Putine  e Trump - L'articolo fa discutere anche per altre dichiarazioni del leader 5 stelle. Secondo il periodico, Grillo su Trump e Putin avrebbe anche detto: “La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come loro. Li considero un beneficio per l'umanità". Le frasi però sono state smentite poco dopo la pubblicazione dal diretto interessato: "Ci risiamo con i traduttori traditori. Non ho mai detto che servono uomini forti come Trump e Putin, piuttosto ho spiegato come la presenza di due leader politici di grandi Paesi come Usa e Russia predisposti al dialogo è un punto di partenza molto positivo, perche' apre a scenari di pace e distensione"... continua su: http://tg24.sky.it/tg24/politica/2017/01/22/grillo-trump-protezionismo-italia-ue-euro.html











"Insolitamente vivi", Maria Rosa Oneto

Poesia
"Insolitamente vivi"

Insolitamente vivi restiamo attaccati ai ricordi depositati nell'anima come piume d'angelo o macigni di terra bruciata. Non sono immune dal rimpianto, da quegli aneliti di speranza volati via tra le braccia del tempo.
Ancor oggi mi vesto di vento, di un mare adagiato e stanco, di albe sospese alla tramontana che s'aprono a ventaglio per sedurre il Cielo.
Amo il gusto della pioggia sulle lastre di lavagna. Quei pini già storti sul punto di cadere.
Il mormorio della risacca che sconvolge i pellicani. Il ritorno delle barche spulciate di sale e di reti squarciate d'usura.

Insolitamente vivi nel tramestio dei pensieri che bagnano il cuore di lacrime dorate.

Rigopiano: «Valanga come 4mila tir». I soccorritori: «Ancora speranze»

Rigopiano: «Valanga come 4mila tir». I soccorritori: «Ancora speranze»
La turbina chiesta alle 7 di mercoledì

I carabinieri: «Una slavina da 120mila tonnellate si è abbattuta sull’hotel a oltre 100 chilometri orari». Salito a 24 il numero dei dispersi. Il sopravvissuto: «È stata come una bomba». Si indaga anche sulla mail di aiuto inviata al Prefetto ore prima della valanga
di Annalisa Grandi

Una valanga da 120mila tonnellate, come 4mila tir carichi che si sono abbattuti sull’hotel Rigopiano a una velocità di oltre 100 chilometri orari. È questa, secondo i Carabinieri del servizio Meteomont, la potenza della slavina che mercoledì ha distrutto l’albergo sul Gran Sasso. Intanto continuano le ricerche dei dispersi, il cui numero è salito a 24. Secondo i soccorritori «Ci sono ancora speranze di trovare qualcuno vivo». Il bilancio ufficiale al momento è di 5 morti, undici le persone tratte in salvo... continua su: http://www.corriere.it/cronache/17_gennaio_22/rigopiano-valanga-come-4mila-tir-soccorritori-ancora-speranze-trovare-persone-vive-15307752-e0a0-11e6-a64d-bf022321506f.shtml

IL TIGLIO (a mia sorella), Silvana Cenciarelli


IL TIGLIO (a mia sorella)
Ricordi il tempo
dei piccoli segreti
e piogge di parole
tra stanze intrise
d’ antica tenerezza ?
Ricordi il tempo
dei canti a squarciagola
e amati volti
consolanti intorno ?
Ritornerà..lo sento
ci troverà abbracciate
a respirare il tiglio
verso sera.




VANNO LE RONDINI, Vittorio Zingone


VANNO LE RONDINI
Vanno le rondini verso i caldi d'Africa
lasciando i loro nidi all'acque, al vento,
vanno gli azzurri lasciando luogo ai nembi,
a nebbie, a foschie, a piogge silenziose,
a copiose brine algenti.

Vanno i pensieri verso dormiveglia,
verso silenzi, ombre, solitudini,
malinconie profonde,
attese deprimenti di spazi rilassanti.

S'avvia l'anima verso cimiteri, 
verso la fine delle illusioni, 
verso i traguardi celati dentro il Tempo, 
verso il principio caduto negli abissi; 
verso se stessa l'anima s'avvia 
senza speranza di conseguirsi un giorno.



IL CIOCCOLATO, Gianni Bianchi


IL CIOCCOLATO
È l'ora giusta ed un riposino,
dopo un bel pranzo grasso, è naturale:
la pasta con un brodo sopraffino,
gallina e manzo lesso per finale.

Per primo uno sfizioso stuzzichino
mi ha preparato al pasto niente male
e dopo un delizioso caffettino
mi son sentito molto più normale.

In coda all'abbuffata ho poi trovato
quel dolce ch'amo più di tutti al mondo,
è scuro ed il suo nome è cioccolato,
guardato l'ho, com' è mio modo ed uso,
e, come sempre, con un far giocondo,
assieme al suo sapor mi sono fuso.



La Nuova Ciocca, il blog di Riccardo Tornato


VITA, Lucia Triolo


VITA
Di voglia in voglia,
inquieto la mia anima
appendendola a desideri
antichi in forma nuova.
Continuità dolorosa o
felice contraddizione,
che importa?
Rivisito quel fremito
che insieme chiamammo
"vita".
Lo inabisso ancora caldo
nel cemento
di verdi istanti racchiusi
nelle mani di un tempo
che fu mio.
Accadde un istante
in lontananza, in un viottolo diVerso
che tu scrivesti
percorrendolo al contrario
e che io lessi in te
come in uno specchio
e il mio occhio ti cercò
incuriosito

da; Uno per tutti, tutti per uno

Al via la Campagna raccolta fondi del libro “Bingo Bongo & Altre Storie”.

Al via la Campagna raccolta fondi del libro “Bingo Bongo & Altre Storie”, del giovane autore romano Stefano Labbia sul sito Eppela.com
Il libro in breve:
Non se ne vedono molte, di raccolte di racconti per adulti. Ed un motivo c'è. Ma ve lo lasciamo desumere. Non lo diciamo. Non confermiamo. Non smentiamo. Sulla scia della (per ora) più celebre opera “Woobinda” di Aldo Nove, al secolo Antonello Satta Centanin, e del recente “Anteprima Mondiale”, sempre a firma dell'Aldo nazionale (?!) ecco un agglomerato di racconti semi seri, agrodolci, pungenti, dissacranti, senza macchia e senza paura, sferzanti e chi più ne ha più ne metta, timbrati Stefano Labbia. Labbia che non solo è poeta, non solo è, qui, nelle vesti di (s)pudorato cantastorie, ma che ha anche la coscienza a portata di testa ed il cuore a portata di petto. Labbia che ama, vive, ragiona, (psico)analizza a suo modo, una civiltà, la nostra, che sta perdendo colpi. Che ha smarrito la strada ma a cui non importa minimamente il ritrovarla... Labbia che infine si / ci auto-cura le ferite che l'umanità gli / ci infligge con parole, pensieri, personaggi strampalati (ir)realmente e biecamente esistenti. Labbia che rimette a noi il giudizio di questa piccola ma significativa pseudo “Divina Commedia” 2.0.
Note
Non so ben dire l'esigenza che mi ha portato ad esprimere ciò che trovate in questo libro. Non del tutto, almeno. Perché molto ho ancora dentro. Da dire. Da scrivere. Da dare. So solamente che i racconti contenuti nella raccolta sono stati scritti in ordine cronologico, così, come li trovate. Non è stato cambiato nulla. In tutti i sensi. Lo scritto non ha subito modifiche. Non è stato edulcorato, "aggiustato" ma bensì nato, cresciuto e stampato così, di getto. Come sono solito fare con le liriche che compongo senza studio, senza sedermi a tavolino, ma puramente spontanee. Un'analisi del microcosmo esistenziale del nuovo millennio? No. O meglio... Nì. Perché, come celebra il “Gattopardo”: «Tutto cambia perché tutto resti fermo.». E allora ci troviamo di fronte a figure sempre esistite, camaleonti nell'animo, alchimisti di emozioni, cupi signorotti incravattati che fingono bellezza ma che, sotto a chili e chili di trucco hanno un aspetto orrendo. Mi ricordano, questi ultimi, i nobili francesi che all'acqua e al sapone, preferivano il profumo. Solo che poi arriva il momento (tragico!) in cui il buon odore passa, vola via, svanisce.

APPASSITO TRAMONTO, Gianni Regalzi


APPASSITO TRAMONTO
In quelle brevi aurore profumate
cercavo inutilmente la speranza
di cogliere il calor dell’orizzonte,
ma inesorabilmente l’infinito
lasciava alla mia mano una chimera.

Ora l’autunno bussa alla mia porta
e senza che la mente mia lo voglia,
col vento e con la sabbia dentro gli occhi
sento appassir di noia il mio tramonto.

Alessandria, 30 gennaio 2013
Gianni Regalzi
(Da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
(Foto by Web)

Traduzione in portoghese del mio Amico
Joao Francisco Carvalho

A PASSAGEM DE UM POR DO SOL

Naquela curta aurora perfumada
Eu tentei em vão na esperança
de captura o calor do horizonte,
Mas certamente o infinito
deixou a minha mão uma quimera.

Agora o outono está a bater à minha porta
e sem que minha mente o desejava ,
como o vento e areia nos olhos
me vejo agora passar o meu pôr do sol.

Alexandria, 30 de janeiro de 2013
Gianni Regalzi
(Da coleção "Silêncios e pensamentos")



Angelo Muzio, una vita per la Politica, by Fabio Scarsi

Fabio Scarsi (*)
L’improvvisa morte di Angelo Muzio, ieri, ha colto completamente impreparata, lasciandola  sgomenta, tutta la nostra comunità politica.
Angelo, nato nel 1959, aveva una storia di straordinario spessore: il suo impegno iniziò nel sindacato, e, ancora molto giovane, lo portò nel 1992 alla prima elezione alla Camera dei Deputati nelle liste di Rifondazione Comunista. Come deputato, Angelo, rieletto nel 1994 e nel 1996, svolse tre mandati. Poi nel 2001 fu eletto Senatore nelle file dell’Ulivo.
A me che sono arrivato alla politica solo in anni recenti, dopo la nascita del PD, Angelo incuteva prima di tutto grande rispetto. La storia politica che ho sintetizzato e un suo aspetto un po’ burbero suscitavano nel neofita un certo timore reverenziale.
E però l’autorevolezza, l’esperienza e il curriculum di grande prestigio di Muzio, che avrebbero forse fatto presumere istintivamente un qualche distacco dai concreti problemi quotidiani che la politica pone sul nostro territorio, non gli impedivano di continuare ad avere un impegno costante oltre che come sindaco del suo piccolo comune, Frassineto Po, e vicepresidente della provincia, anche come uomo di partito.

L'immagine, Maurizio Donte


L'immagine
ABAB ABAB CDE ECD
L'immagine che vedo nel riflesso
d'un fiore quando s'apre a primavera,
è quella della donna a cui ho promesso
eterno amor con anima sincera.
Si perde il canto, al mormorar sommesso
del vento attorno e so che mai s'avvera
il sogno mio d'amore. Solo adesso
m'avvedo dell'errore e mi dispera
il non avere il cuor di chi non m'ama:
si, lei che volge l'occhio e chiede amore
a chi non l'ama. Strano gioco, è vero,
è questa vana cerca del sincero
corrisponder d'amore in chi dolore
dona a chi solamente amore chiama.
Maurizio Donte


Lei e l'altra, Maria Letizia Del Zompo

by, Maria Letizia Del Zompo

Le ho viste insieme sulla sponda del fiume
occhi negli occhi
per non smettere mai più di riconoscersi.
Lei, quella che ama le cose semplici       
il pane fresco e il profumo dei limoni
che ha bisogno di silenzi
di intensità che entrano nel cuore lentamente
ramificando in ogni lembo d’anima
così profonde e quiete da fare invidia agli angeli.

L’altra, quella che scalcia e si dimena
e muore ogni giorno nella fragranza dei fiori
nel rosso dei tramonti
nell’ebbrezza delle albe.
L’altra che è follia e brama
e si arrampica per ogni dove
fugge, grida, martella
che tutto smembra e ricompone
e si sbatte contro lo scoglio
come fosse sempre un mare in tempesta.

Lei che culla e canta nenie
e se piange lo fa in silenzio.
Lei che sussurra:
“mi farò unguento per le tue ferite
e lembo di terra per colmare la distanza che ci divide”.

" SE UN GIORNO... ", Rosella Lubrano


" SE UN GIORNO... "
Figlio,
non so se un giorno leggerai
questi pensieri
da questo buio
che attraversa l' anima.
Sento che ormai
la fine è vicina,
il fumo della ciminiera
svetta nel cielo sbigottito
e affranto,
le mie lacrime , le ultime, 
s' impigliano a quel filo spinato 
che graffia le mani di dolore, 
ho bisogno di chiudere gli occhi,
il silenzio ruggisce dentro di me 
come il mare
tra le rocce crestate di neve,
è quasi l' alba ormai, 
il sole è morto
il cancello nero si apre e si chiude
triste presagio,
lontano abbaiare di cani
e grida concitate ,
la mia mano trema
non dimenticarti me

figl.......

Grazie Monsignor Hilarion Capucci, by Mara Scagni

Mara Scagni
Seppur febbricitante non potevo non essere presente alla cerimonia funebre tenutasi a Roma per salutare Monsignor Capucci, un fraterno amico di famiglia per molti noi alessandrini che abbiamo avuto la fortuna non solo di conoscerlo personalmente ma anche di condividere la sua determinazione per la questione palestinese mediorientale e ultimamente la sua ansia per la Siria.
Mentre tutto il mondo dava l’addio al 2016 e festeggiava l’arrivo del nuovo anno ci e’ arrivata direttamente dalle amiche di Ramallah la notizia della scomparsa del nostro Arcivescovo di Gerusalemme in esilio.
Seppur piu’ che novantenne ,nessuno di noi, nessuno dei suoi tantissimi  amici ha mai voluto prendere atto di questa sua ragguardevole eta’ anagrafica. Per tutti noi era il simbolo di una lotta e, come lui stesso diceva sempre ,non poteva morire senza vedere la Palestina libera, il medio oriente finalmente riappacificato e quindi ‘’era condannato’’a vivere ancora per un bel po’.
E’ morto invece purtroppo. E’ morto a Roma, capitale della sua seconda o terza ….patria. Nato nella martoriata Aleppo (Siria) il 2/3/1922. Dal 1965 arcivescovo della chiesa greco cattolica a Gerusalemme fino al suo arresto da parte delle forze di occupazione israeliane ill 18/8/1974 con l’accusa di trasporto di armi per i combattenti palestinesi di AL Fatah. Viene arrestato, torturato, processato e condannato a 12 anni di carcere.

"Tirare le somme", Ely Chio


"Tirare le somme"
Ho di nuovo in mano 
le chiavi del mio cuore, libero 
è ora, di volare nel cielo azzuro 
ed infinito dei suoi sentimenti. 
Non ho rabbia, nè rancore, nè dolore
dentro me, in fondo so 
di aver davvero amato 
e di nulla mi pento, sono stata 
solo me stessa.
Sono in pace e posso proseguimento 
il viaggio sicura che li, perduto 
nel mondo c'è il mio vero amore... 
Ely Chio © diritti riservati 
Buona Notte Spiriti Guerrieri.


CHE DIRE, Gianni Bianchi


CHE DIRE
Che dire dell'aria pungente
che tira in un bianco mattino
e tu che mi dormi vicino
perduta in un sogno, silente.

Che dire dei giochi di mente
compagni del lungo cammino
che mi ha riservato il destino,
a volte bizzarro e indecente.

Che dire del riso innocente
che scuote d'acchito un bambino,
sorride col cuore, non mente

e puoi rilassarti un pochino,
distratto dal buio di un niente,
donarti un pensiero piccino.
GB




Ti poni sempre al centro, Miriam Piga


Ti poni sempre al centro.
Capanna spoglia dell'ego,
il marcio che ti porti dentro.

Al tuo sapere, fai appello.
Di sepolcro bianco
rivesti il tuo mantello.

L'ignaro malcapitato
alla fossa lo conduci,
tendendogli un agguato.

Sei il tuo stesso rigurgito,
il fetore che emana
tra le viscere scivola dritto!

Presenze sospese, Pietro Pasquale Pagano


Presenze sospese
Guardo la mia anima
attraverso i tuoi occhi, sospesi
di fronte a me
quest'occhi pensanti e leggeri
nutrienti interessi solari
fredde presenze sospese
infinite opere dell'immaginazione .

Mi sono accorto
che ho bisogno di sognare
anima fragile
di vederti anche ad occhi chiusi
per averti in quest'incanto .

Adrenalina nel sangue scorre
mistura di paura inebriante
le tue radici voglio amare
il tuo sangue
continuare a scavare la psiche
ed ottenere altre risposte .

Presto ti sveglierò, Loredana Mariniello


Presto ti sveglierò.
Domani...
Quando le strade saranno di nuovo prati umidi al mattino.
Quando le giovani ancelle torneranno con i loro veli a danzare nel tuo nome.
Quando i fuochi nella notte si rispecchieranno in occhi profondi di gioia e amore per le stelle.
Presto mi infuocherò.
Domani...
Quando tra le righe di questo orrore il sonno sarà assai più stanco della veglia.
Quando mani giunte rivolte al sole saranno estremità di cera in orazione.
Quando dalla gola, come dal giacimento il rubino, verrà estratto il silenzio delle parole.
Presto ti riconoscerò.
Domani...
Quando al tempio, tra i serpenti, il veleno sarà dono per gli animali più deboli.
Quando stretti tra braccia accoglienti, chi ha smesso di cercare, trova e non rinuncia.
Quando l'ultima ametista sarà monolite al centro della terra, irradiando compassione, trasparenza di ciò che sembriamo.
Presto sconfinerò.
Domani...
Quando presto ti sveglierò.
E tutto ciò che sentirai di me...
Sarà domani...

( ERIKO MONTFUJI )

LA MEMORIA DEL CUORE, Miriam Maria Santucci autrice


LA MEMORIA DEL CUORE

Cammini sul viale lentamente,
lo sguardo vuoto, pieno di stupore.
Ricordi il suo nome ed il suo volto
e la voce che parlava dolcemente,
ma non ricordi altro e non trovi
colui che accanto ti restava sempre.
Non sai chi sei... Non sai più ricordare...
Stringi forte il guinzaglio del tuo cane
ed esso con amore t'accompagna,
si ferma e s'accuccia sulla terra
dove ora riposa il suo padrone...
Riaffiora un ricordo flebilmente
e scivola pian piano dentro il cuore... 
Sfiori con le tue mani quella croce
poi t'inginocchi e t'appresti a pregare,
ma rimani in silenzio a mani giunte
perché hai scordato tutte le parole.
T'aggrappi a quel guinzaglio nuovamente...
Appoggi la tua testa sul tuo cane
con un misto di dolcezza e di dolore.
Unico filo che ancora ti consente
di risvegliare la memoria del cuore... 

(2014) 

Poesia tratta dalla raccolta "Le Impronte della Vita".
© Copyright 2015 - Miriam Maria Santucci


Fondazione Social: Bando 2016, progetti approvati

Alessandria: Pubblicati gli esiti del Bando SociAL: sostenuti progetti per mezzo milione di euro
E’ terminata l’analisi dei progetti che hanno partecipato al Bando 2016 della Fondazione SociAL. Saranno 28 le realtà del Terzo Settore delle province di Alessandria e Asti che avvieranno nuovi progetti grazie al contributo della Fondazione

SOCIETA' - La Commissione Valutatrice della Fondazione SociAL, fondazione promossa dal Gruppo Guala per sostenere economicamente ed organizzativamente le iniziative del Terzo Settore negli ambiti della promozione culturale e dell'assistenza sociale, ha concluso l'analisi dei progetti che hanno partecipato al Bando emesso per l'anno 2016.

Tra le iniziative selezionate dalla Commissione ci sarannoprogetti rivolti ai ragazzi – una comunità residenziale ma anche percorsi sportivi, laboratori cinematografici, formazione al volontariato, un corso di teatro e un campus musicale – così come agli anziani – un servizio di trasporto, un percorso sportivo accessibile, un progetto di riqualificazione di uno spazio pubblico che li coinvolgerà in fase di manutenzione.

Se, Grazia Torriglia


Se
Se il mio respiro potesse viverti. ..
Se le mie mani
Potessero toccarti....
E le mie labbra
Baciarti ...
Se la mia vita
Non fosse trascorsa
E vissuta in acque tormentate
Se la mia mente
Fosse libera dai retaggi del passato
Se.....
Se tu
Solo se tu volessi...

Grazia Torriglia @

La figlia sbagliata di Raffaella Romagnolo

La figlia sbagliata  di Raffaella Romagnolo

by Maria Cristina Pesce
Raffaella Romagnolo tocca sempre le nostre corde più profonde e si conferma, ancora una volta,  autrice di densi contenuti con La figlia sbagliata, un altro libro molto coinvolgente, colmo di umanità  ma anche di amarezza e di  crudo realismo.
Un romanzo pervaso da tematiche  come la complessità delle relazioni, la genitorialità, il rapporto di coppia,  l’amore castrante che tarpa le ali e l’amore negato, la predilezione per un figlio rispetto ad un altro, i dolori, la solitudine, le rinunce e l'abitudine  dei rapporti  che si 'consumano' nella routine.
Protagonista é una famiglia, Branchero, all'apparenza normale i cui componenti sono imprigionati nella morsa del dovere, condizionati  da scelte ‘dovute’, da apparenze, da aspettative deluse, da sogni non realizzati, da dolori e sensi di colpa che non trovano pace e che segneranno  il tenue  confine tra normalità e pazzia. 
Una moglie insoddisfatta che in nome della sicurezza, del dovere, dell'apparenza sociale, della paura della solitudine ha rinunciato al suo lavoro, ai suoi sogni e al suo talento grafico e che tenta di realizzarsi attraverso il figlio. Un marito camionista poco presente e che ha delegato alla moglie l’educazione e le responsabilità genitoriali, un figlio ‘remissivo’ che ha indossato l’identità che la madre desiderava, nascondendo i suoi veri desideri per soddisfare le aspettative che la genitrice riversava su lui. Una figlia che si sente in colpa per non aver letto i segnali del malessere, del disagio del fratello, per non essere riuscita a farsi amare dalla madre e salvarla dal baratro del dolore.