venerdì 7 ottobre 2016

IL PRIMO CONFLITTO DI INTERESSI, by Elvio Bombonato

IL PRIMO CONFLITTO DI INTERESSI
by Elvio Bombonato
I redditi dei parlamentari italiani sono diminuiti di recente (Leggi del 2011 e 2012), ma restano cospicui, come pure i privilegi, in numero, a mio parere, ancora esorbitante: basta leggere su Internet Google "I privilegi dei deputati e dei senatori", talvolta sino al ridicolo: il parrucchiere, il ristorante a prezzi diciamo di favore, il rimborso di più di mille euro al mese per il trasporto da Roma a Fiumicino, assistenza sanitaria integrativa estesa ai familiari, spese postali e assistenza fiscale gratuita, auto blu, scorte, uffici  per le alte cariche, conservati anche dopo la fine del proprio mandato. I deputati godono di due portaborse (già il nome è offensivo), veri, presunti, in nero, non si sa; possono ricevere la pensione a 60 anni, se detentori di più legislature; abolito per loro il divieto di cumulo della pensione con altri redditi; 3.098,74 euro l'anno per le spese telefoniche; trasposto gratuito su autostrade, treni, navi, aerei; assegno di fine mandato (liquidazione ) esorbitante.  Pensione di reversibilità estesa ai figli fino a 26 anni, ai genitori a carico, alle coppie di fatto (viva il Family Day); molti rimborsi proseguono fino a 10 anni oltre la fine del mandato parlamentare, magari di una sola legislatura(5 anni).
I vitalizi furono approvati in seduta segreta il 24 dicembre del 1954, resi effettivi due anni dopo. La proposta di abolire il vitalizio alla Camera (21/9/10) dette questo risultato: votanti 520, astenuti 5, favorevoli 22, contrari 498.
E' doveroso licenziare il dipendente pubblico che timbra il cartellino e va per i fatti suoi. I parlamentari, il cui assenteismo provoca il disgusto delle scolaresche in visita: ma sono in commissione, dice il docente per calmarli), hanno questa regola: "E' considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell'arco della giornata", ammessi anche quelli che strimpellano il pianoforte).
Gli europarlamentari, anche cantanti o ballerini, italiani hanno il maggior tasso di assenteismo al Parlamento europeo e un trattamento economico doppio, rispetto agli altri.
E non veniteci a dire che si tratta di diritti acquisiti, ditelo alla prof. Fornero. Gli insegnanti, fino a metà anni '70, godevano di uno sconto ferroviario, esteso ai familiari, giustamente abolito.

Tutti questi privilegi sono il frutto di un accumulo, lento, progressivo, silenzioso, dalla morte di De Gasperi (il Presidente del Consiglio che si fece prestare il cappotto per andare negli USA) ad oggi. Molti ne ho dimenticati, se ci sono errori nelle frettolose citazioni, chiedo venia fin d'ora, e invoco le debite correzioni.  
I calcoli di stipendi, indennità, diarie, rimborsi, talvolta sono così complicati, anche perché le nuove norme non sono retroattive, figurati,  che neppure la Ragioneria dello Stato riesce a fornire dati precisi.
A mio parere il difetto sta nel palese conflitto di interessi: i parlamentari sono gli unici lavoratori italiani che decidono da sé tutte le loro prebende e privilegi, quasi all'unanimità. A parte poche eccezioni (i membri dei 5 Stelle soprattutto tentano di non arrendersi di fronte alle porte sbarrate).

A decidere gli emolumenti, le pensioni, i privilegi economici e non solo, a mio avviso deve essere un organo terzo, estraneo, dalla Corte Costituzionale, scendendo, ma non di molto.