mercoledì 30 novembre 2016

A mio padre, Leonardo Sinisgalli

Caro Piercarlo,
eccoti un poeta oggi quasi dimenticato.  Leonardo Sinisgalli nacque in provincia di Matera, da famiglia contadina, nel 1908.  Diventato ingegnere. lavorò al Nord presso l'Olivetti, il cui patron amana circondarsi di intellettuali, e poi presso altre aziende.  Sponsorizzato da Ungaretti, apprezzato da Giuseppe de Robertis e addirittura da Contini, scrisse pochi libretti di poesie, staccandosi dall'originario ermetismo: "si dissecca sulla sua pagina un gioco puro di immagini...in una sintassi, denudata l' eloquenza, come disarticolata" (Contini).
La sua Lucania è  primordiale, astorica, immobile, una società contadina irrimediabilmete perduta, a causa dell'avanzare del progresso. Il personaggio qui rappresentato, assomiglia a un contadino del cuneense, delleLanghe, del basso Monferrato, di qualche decennio fa, prima dell'arrivo del turismo, che ancora puoi incontrare, anziano e rassegnato, in una società assurda, che gli risulta giustamente incomprensibile.

Leonardo Sinisgalli: http://blog.quotidiano.net/
A MIO PADRE

L'uomo che torna solo
A tarda sera dalla vigna
Scuote le rape nella vasca
Sbuca dal viottolo con la paglia
Macchiata di verderame.
L'uomo che porta così fresco
Terriccio sulle scarpe, odore
Di fresca sera nei vestiti
Si ferma a una fonte, parla
con l'ortolano che sradica i finocchi.
E' un uomo, un piccolo uomo
Ch'io guardo di lontano.
E' un punto vivo all'orizzonte.
Forse la sua pupilla
Si accende questa sera
Accanto alla peschiera
Dove si asciuga la fronte.       (1943)

La poesia è un breve idillio campestre, sullo sfondo di un mondo semplice, descritto attraverso particolari concreti di grande evidenza, con un uomo, la parola chiave che ne scandisce il ritmo lento, il quale assume l'aspetto inconsapevole di un nobile patriarca (Simona Costa).
Il titolo è un titolo dedica del figlio, che, senza dirlo, esprime affetto e ammirazione per il padre, per il suo modo di vivere modesto, fatto di duro lavoro, di gesti quotidiani ripetuti. Nuto Revelli descrisse contadini piemontesi, che parlavano pochissimo, come certi personaggi del Fenoglio rurale, eppure erano stimati in famiglia e in paese (quando era ancora una comunità di sodali), per la loro dedizione, onestà, e generosità. 


E'un ritratto, in versi liberi, prevalgono settenarii e novenari, fatto di immagini usuali, allora, concrete, quasi una per verso (ne ho contate 12), che riproducono i gesti del padre, ripetuti, col fondamentale apporto del verbo nelle singole proposizioni.
La struttura consiste in un elenco rallentato, per riflettere la calma abitudinaria del padre nel suo ritorno a casa la sera: lava le rape, ha  il cappello di paglia sporco di verderame, le scarpe infangate, saluta l'ortolano che "sradica" i finocchi (notevole il verbo realistico).

Negli ultimi 7 versi, Il poeta guarda il padre da lontano, nello spazio e nel tempo, da Milano, dove scrive, e nel ricordo.  Finale bellissimo: coglie il gesto del padre che si asciuga la fronte, col fazzolettone da contadino, vicino allo stagno coi pesci. Un punto vivo, perché un punto di riferimento, la cui autorità deriva dal suo comportamento, dalla sicurezza che infonde la sua figura. 
Un mondo, un modo di vivere perduti, irrimediabilmente, perché non torneranno più: arcaici, remoti, lontani nel tempo.
Il fascino della lirica è dato dalla coincidenza tra la dimensione visiva, tattile e concreta, i movimenti del padre, con la dimensione affettiva memoriale nel ricordo del poeta, che si commuove nel rievocarlo: non lo dice, ma il lettore lo evince per inferenza.
E' una poesia che esprime la dignità, il decoro, che trovavi  spesso nei ceti umili  più che in quelli elevati. L'intensità dell'affetto del poeta non va solo al padre, ma a un uomo onesto, sincero, autentico, vero.  Il lessico è semplice come è semplice il personaggio, portatore di valori ormai desueti, se non scomparsi.
Poesia realsta per la fermezza oggettuale della visione, l'esattezza del segno, l'incisività descrittiva (Clelia Martignoni).

p.s.:  il commento è tutto mio, tranne le citazioni.  Se ti piace, pubblicala.  E' solo per il tuo blog.   Con stima.    Elvio Bombonato