domenica 27 agosto 2017

La risposta di Giorgio Abonante su SVIAL e VALORIAL

by Pier Carlo Lava
Alessandria, l’ex Assessore ai lavori pubblici del PD Giorgio Abonante, risponde ad un articolo recentemente apparso su un giornale online e condiviso nel blog, in merito alla questione delle partecipate SVIAL e Valorial, a seguire pubblichiamo il testo del suo comunicato:

Per una lettura critica delle cartolarizzazioni alessandrine. 

Le vicende SVIAL e VALORIAL.
Le operazioni di cartolarizzazione dei patrimoni immobiliari disponibili sono state all’ordine del giorno in moltissimi Comuni nella prima decade degli anni Duemila, ma in Alessandria la doppia operazione, indipendentemente dal colore politico dell’Amministrazione, è stata caratterizzata dallo scopo primario di riequilibrare la parte corrente del bilancio comunale, anziché programmare nuovi investimenti strutturali. Operazione che non ebbe successo anche perché lo squilibrio delle spese correnti era dovuto al fatto che queste ultime avevano carattere ricorrente al contrario del corrispettivo per la vendita degli immobili.

– L’intervento del Comune di Alessandria a favore di VALORIAL (coobbligato in fideiussione sul fido di oltre 5 milioni rilasciato dalla Banca Popolare di Novara) fu necessario per ottenere l’assenso all’operazione da parte dell’Istituto di Credito in considerazione del fatto che il pool bancario della prima operazione (SVIAL) si era ritirato dalla seconda proposta. La fideiussione comunale venne approvata dal Consiglio Comunale durante l’Amministrazione di centrodestra 2007 – 12.
– Sotto la Direzione generale di Dario Pavanello, SVIAL affidò incarichi di consulenza ad uno Studio Legale di Alessandria per l’effettuazione dei procedimenti di vendita degli immobili acquisiti dal Comune.
– L’esposizione debitoria di SVIAL, oltre all’incarico consulenziale summenzionato (valore di circa 120.000 euro), riguarda esclusivamente il pool bancario (BPM – BNP Paribas – Intesa San Paolo) per un valore di circa 6 milioni (capitale + interessi) sulla quale sussiste esclusivamente un pegno a favore dei Creditori sulle quote societarie.

– L’esposizione debitoria di VALORIAL, oltre al debito bancario garantito in parte dalla fideiussione citata e in parte da un mutuo ipotecario di circa 1,5 milioni, è consistito in un debito nei confronti del Direttore generale Dario Pavanello; quest’ultimo ha avviato a suo tempo procedura esecutiva a carico dei terreni di proprietà della Società che sono già andati venduti all’asta giudiziaria nel mese di maggio scorso.
–  Durante gli anni della “nostra” amministrazione si sono necessariamente – e in primo luogo – messi in liquidazione i due Soggetti in quanto le nuove norme avrebbero obbligato il Comune a sopportare a bilancio le ingenti perdite di esercizio dovute alla radicale svalutazione degli immobili.
– L’ipotesi di lavoro perseguita (di comune accordo con gli Istituti di credito) è stata quella di consolidare (con contratto di accollo) il debito bancario delle due Società a carico del bilancio comunale come se si fosse trattato di mutui contratti a medio e lungo termine direttamente dal Comune.
– L’ipotesi ha incontrato una serie di difficoltà alcune delle quali non sono state superate:
a. l’indebitamento iniziale non venne utilizzato per investimenti, ma per tentare di riequilibrare il bilancio corrente del Comune (tentativo poi abortito) e come tale in violazione della norma costituzionale che consente l’indebitamento degli Enti Locali esclusivamente per investimenti;
b. l’ipotesi di trovare oggi un motivo di investimento (ampliamento del Tribunale per SVIAL e ampliamento della sede comunale per VALORIAL) è mancato di precedenti atti programmatici di indirizzo politico e di una sostanziale anticipazione nelle previsioni di bilancio della copertura finanziaria della ristrutturazione del debito;
c. Sullo sfondo resta il problema della responsabilità contabile a carico dell’Amministrazione 2007 – 2012 per la fideiussione concessa e della ipotesi di responsabilità contabile a carico dell’Amministrazione Rossa qualora fosse andata in porto la ristrutturazione del debito con accollo (ragione per la quale ci siamo fermati).
Allo stato dell’arte, almeno da quel che si legge, l’Amministrazione Cuttica sta esclusivamente cercando di onorare il debito dello Studio Legale per interrompere la procedura di asta pubblica fissata a ottobre 2017 per l’immobile di via Cardinal Massaia. In proposito, va detto che l’opzione Caserma Valfrè, nei cinque anni di centrosinistra, aveva fatto cadere l’opzione ampliamento dell’attuale sede. L’indecisione del Ministero della Giustizia continua a non rendere minimamente operativa una procedura amministrativa che dia una prospettiva di investimento pubblico all’immobile in questione.
Si sono fatte molte parole in campagna elettorale, ma ad oggi non sussiste neppure alcuna certezza della procedura ministeriale relativa all’accorpamento degli Uffici Giudiziari nella nostra Regione: tutti ne hanno parlato ma non si trovano atti o documenti in tal senso. Inoltre, il Comune ha perduto ogni competenza funzionale in materia.
L’eventuale vendita all’asta dell’immobile di via Cardinal Massaia determinerebbe un danno evidente a carico del pool bancario, ma nessuna conseguenza diretta a carico del Comune per il fatto che su SVIAL non ci sono obbligazioni civilistiche contratte (né reali, né personali). Certamente, però, dopo i casi di AMIU e di ATM, l’analisi creditizia del Gruppo Comune subirebbe un inevitabile aggravamento con la chiusura di possibili aperture finanziarie su altri fronti.
Diverso il discorso su VALORIAL la cui situazione è nettamente diversa da SVIAL in quanto permane lo stallo in merito alla fideiussione rilasciata a suo tempo. Responsabilità contabile? Può essere, ma a carico di chi? Sicuramente di chi contrasse l’obbligazione fideiussoria, ma anche per chi oggi o domani coprirà il debito? Il bilancio comunale potrebbe reggere l’immediata previsione di spesa di 5 milioni di euro su un unico anno finanziario? Forse utilizzando i fondi rischi accantonati per i debiti OSL, ma con una certezza: reggerebbe l’equilibrio di bilancio ma non reggerebbe l’equilibrio di finanza pubblica.
Giorgio Abonante